SERGIO ACERBI
nasce a Tortona il 2 febbraio 1954.
Dopo avere acquisito i primi fondamenti dell’arte sotto la guida e l’insegnamento della Prof.ssa M. Vittoria Patri e del Prof. Luigi Franco Leone, frequenta la Scuola Superiore d’Arte del Castello Sforzesco di Milano, ove è allievo dei maestri Martinetti e Reggiani.
Approfondisce le tecniche pittoriche frequentando gli studi di artisti affermati, quali Saverio Terruso (Milano), Bruno Caruso e Fabrizio Clerici (Roma).
Alle opere degli esordi, influenzate da un realismo post-impressionista, fa seguito, a partire dagli anni ottanta, una ricerca che sfocia, con “L’Albero Azzurro” (1985), in una pittura dai toni espressionisti, con una pronunciata semplificazione delle forme ed il protagonismo sensitivo del colore.
Tema costante è quello del viaggio compiuto in solitudine all’interno dei misteri della vita.
A partire dai primi anni del 2000, nelle opere di Acerbi prende gradualmente fisionomia visiva una realtà dell’immaginario, allucinata e lucida, che mostra i tratti di un’elaborazione neo-metafisica.
Lo spazio raffigurato appare insensibile al divenire del tempo e alle sue trasformazioni, evidenziando accenti espressivi che raggiungono equilibri visivi quasi geometrici.
La produzione recente, dedicata all’affinità tra cielo e mare, sviluppa, come rileva Rossana Bossaglia, le premesse di una lettura del mondo naturale inteso come variato e insieme omogeneo, collocandosi in linea con quella precedente. I dipinti, che possono essere inseriti nella categoria dell’arte astratta, sono caratterizzati da accenti drammatici sia nell’intensità della tavolozza che nel ritmo dei movimenti, con predilezione per timbri coloristici accesi.

